e la presente e viva, e il suon di lei: work in progress

  

e la presente e viva, e il suon di lei: work in progress

Creativamente Roero https://www.creativamenteroero.it è un progetto di residenze artistiche: in prospettiva delle attività di inaugurazione sto lavorando ad un progetto in divenire, che nasce da periodi di residenza, quindi dall'abitare il luogo ed il territorio in cui sono stato invitato e per cui sto sviluppando un progetto specifico.

In quanto lavoro in divenire il progetto, pur mantenendo i suoi termini essenziali, si svilupperà in direzioni che ora non posso prevedere. 

Riporto qui la proposta fatta nel dicembre 2025, che da un'idea largamente sufficiente del concetto e delle intenzioni. 

Torino, 20 febbraio 2026

 

Proposta intervento artistico per Creativamente Roero 2026

Artista: Giuseppe Gavazza
Titolo: “… e la presente e viva, e il suon di lei
Sottotitoli: Giardino d’ascolto

(...) e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni,
e la presente e viva, e il suon di lei.
(Giacomo Leopardi: L’infinito)

L’infinito di Giacomo Leopardi, forse la poesia più conosciuta da ognuno di noi, é un’ode all’ascolto. In qualche modo la si può leggere come una personalissima, intima e lirica partitura d’ascolto di quel mondo, quel tempo e quel luogo.

Il concetto

… e la presente e viva, e il suon di lei è un’installazione auditiva permanente ma effimera, perché il suono, nel momento in cui lo ascoltiamo, già non c’é più. È un invito all’ascolto, che segue linee guida suggerite dalla partizione nota, riconosciuta e condivisa dei suoni del mondo in: geofonia, biofonia e antropofonia.
Per una definizione: https://en.wikipedia.org/wiki/Soundscape_ecology, da cui traggo le definizioni sintetiche:

Geofonia: si riferisce ai suoni non biologici presenti in natura provenienti da diversi tipi di habitat, sia marini che terrestri. In genere, la geofonia si riferisce ai suoni delle forze naturali, come l'acqua, il vento e il tuono, che si verificano in habitat selvaggi e relativamente indisturbati.
Biofonia: si riferisce alle caratteristiche acustiche collettive generate da tutti gli organismi viventi che producono suoni in un determinato habitat in un determinato momento.
Antropofonia: rappresenta il suono generato dall'uomo, sia dagli esseri umani stessi che dalle tecnologie elettromeccaniche da essi impiegate.

L’installazione aggiunge una tappa alla mia pluriennale ricerca che sviluppa il concetto di ambiance specificity come estensione di quello, ormai consueto nel mondo delle arti, di site specificity.
In questo percorso unisco la mia formazione musicale di Conservatorio (composizione, musica elettronica, pianoforte, musicologia e direzione) e la costante attività compositiva, alla ricerca che attinge alla decennale attività di CRESSON, (Centre de Recherche sur l’Environnement Sonore), ENSAG (Ecole Nationale Supérieure de Grenoble), presso il quale sono ricercatore dal 2019.

… e la presente e viva, e il suon di lei é la mia proposta ambiance specific più radicale tra quante realizzate finora. Un’installazione che non aggiunge alcun suono a quelli “naturalmente” presenti ma che intende innescare una risonanza per “simpatia” (*1) tra la sfera interiore di chi ascolta e quella dei suoni che stanno attorno.


Atmosfera: la sfera del vapore/aria, quindi del respiro, che entra ed esce e collega noi e il mondo.


È un suggerimento ed una metafora che mi piace suggerire.
Il progetto mimeticamente, invita a focalizzare sul qui ed ora del paesaggio sonoro; un evidenziatore o marcatore di quanto già c’é (il continuo sonoro) ma che, spesso, viene trascurato come background noise. (*2)
I concetti chiave alla base di questi lavori sono quelli di paysage (landscape) e ambiance che, semplificando, possono convergere in quello di paesaggio sonoro (soundscape).
Per un approfondimento:
https://glossaire-sensible-ecologie.univ-grenoble-alpes.fr/index.html
https://performance-lab.huma-num.fr/fr

Da questi, due siti in particolare dal secondo (Performascope), estraggo le sintetiche definizioni di due termini chiave.

Ambiance/Atmosphere
La nozione di ambiance può essere brevemente definita come uno spazio-tempo percepito in termini sensibili (considerando tutte le modalità sensoriali: sonora, olfattiva, luminosa e cromatica, termica e aeraulica). Essa consente di valutare la dimensione percettiva di ogni esperienza contingente e aiuta a qualificare con precisione l'ambiente sensibile di un luogo in relazione alle pratiche sociali ad esso associate e all'esperienza che viene vissuta.

Paesaggio (Paysage)
Prospettiva d'insieme dotata di coerenza interna, comprensibile con lo sguardo su, da o in un determinato luogo, o rappresentazione pittorica di tale luogo. Definito inizialmente in base al campo visivo, il termine si è aperto ad altre prospettive sensibili, pur conservando un significato figurato con cui indica anche una visione d'insieme su un soggetto, un ambiente o un campo di attività umana.

 

L’intervento

Della polifonia di sensi che costituisce la realtà, focalizzerò l’udito, in una fase preparatoria di momenti personali di brevi residenze d’ascolto (che in parte registrerò) per cogliere e identificare, del flusso sonoro continuamente cangiante, infinito e mai ripetuto, alcuni dettagli: marcatori significativi per definire o rappresentare le identità del luogo.
Nel luogo prescelto, il roseto del castello, identificherò alcuni punti, di cui - in collaborazione con colleghi di Cresson (ENSAG, Grenoble) - ridisegneremo lo spazio sonico, attraverso postazioni e posture d’ascolto3e strutture passive (che non utilizzano elettricità) per focalizzare l’attenzione sul paesaggio sonoro del luogo. In analogia con gli obiettivi ottici li definisco obiettivi acustici. Alcuni materiali informativi e esplicativi permanenti, anche in alfabeto Braille, saranno parte integrante dell’installazione.

Gli spazi

In questa fase progettuale ho identificato 3 possibili postazioni:
- postazione d’ascolto 1 aperta (gazebo circolare)
- postazione d’ascolto 2 semi-aperta (gazebo semicircolare, a ridosso del muro)
- postazione d’ascolto 3 semichiusa (nicchia)

Giuseppe Gavazza

Torino, 12 dicembre 2025 (modificato 15 febbraio 2026)

 

- 1: Gli strumenti “d’amore”, tipicamente la viola d’amore, sono strumenti a corde del XVII secolo in cui alle corde ordinarie sfregate dall’archetto o pizzicate, si aggiunge una serie di corde intonate sulle stesse frequenze, che, non toccate, vibrano per risonanza simpatica con le corde ordinarie, dunque per risonanza amorosa.

- 2: Brandon LaBelle, Background Noise: Perspectives on Sound Art, Bloomsbury Publishing Plc, 2015

p.s. Leggendo … e le morte stagioni ho sempre pensato alle celebri Stagioni di Vivaldi, che come tutta l'arte antica, al loro tempo antiche non erano, erano contemporanee; Stagioni che rivivono, talvolta molto imbalsamate, in esecuzioni fatte a puro scopo turistico, con tanto di falsi costumi d’epoca, in chiese spesso antiche davvero ma ammodernate con luci e suoni elettrici invasivi, eseguite da musicisti (talvolta mal pagati) che ripetono gesti ostinati davanti a obiettivi smart solo di nome, per rivivere nel dannato continuo infinito del virtuale digitale.

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